Strategia Seo e Struttura per un sito Affiliato

Oggi voglio parlare della struttura dei siti e della strategia Seo che si può applicare per raggiungere ottimi risultati in termini di posizionamento. L’obiettivo di una buona strategia è evitare nel tempo tutte le penalizzazioni che Google infligge solitamente ai siti di bassa qualità, dunque analizzeremo cosa significa esattamente “sito di bassa qualità” e capiremo come la qualità assoluta di un contenuto non sia assolutamente identificabile da Google.

Detto questo consiglio sin da subito di non considerare il numero di parole che un contenuto debba avere per essere considerato di qualità e di concentrarsi invece sull’aspetto puramente strategico ed algoritmico. Per rendere meglio l’idea faccio un esempio di due siti che nel tempo hanno percorso strade differenti, ottenendo da una parte un declassamento di trust e dall’altra un aumento significativo di traffico, quindi di fiducia. In questo contesto voglio tralasciare tutti gli aspetti legati alla linkg building perché quest’attività non sempre può far miracoli se parliamo di un sito di bassa qualità e con una strategia Seo che fa acqua da tutte le parti.

Grafico Seo Penalizzazione Fred Alessandro Caira

Entrambi i siti presi come modello sono buonoedeconomico.it e lemiglioriopinioni.it e li utilizzerò come esempi molto distanti tra loro su ciò che bisogna fare e ciò che invece è necessario evitare quando si parla di guadagnare con le affiliazioni. Non ho alcun legame con gli stessi, sono dei competitor come tanti altri.

  • Buono ed Economico: si tratta di un sito che va molto in profondità, dunque possiede una strategia Seo ben definita ed una conseguente struttura vincente.
  • Le Migliori Opinioni: è un sito che è stato creato per guadagnare, proprio come quello nel punto precedente, ma non solo non sviluppa gli argomenti in modo esaustivo, ma possiede pagine di basso valore, con contenuti strutturati in modo errato.

Disclaimer: non intendo sminuire il lavoro di entrambi i portali ma visto che i dati sono pubblici, li utilizzerò per dare consigli su una struttura che ritengo vincente, quindi si tratta del mio punto di vista.

Strategia Seo

La parte più importante di un sito sviluppato per piacere agli utenti e di conseguenza a Google, è sicuramente la strategia Seo, cioè non parlo di ottimizzazione On-Page o Off-Page, ma parlo prima di tutto della finalità con la quale nasce. Considerando i siti citati in precedenza, si nota come Buono ed Economico vada molto più in profondità con gli argomenti rispetto a Le Migliori Opinioni, quindi ecco che si delineano subito le finalità, cioè nel primo caso lo scopo è ovviamente monetizzare il traffico ma lo si fa in maniera più strutturata, al contrario, nel secondo caso, si cerca letteralmente di “rubare” i posizionamenti ma senza poterseli meritare. Ed ecco che arrivo al concetto del “meritare” sia per gli utenti che per Google.

Esempio Struttura Sezione Proiettore Alessandro Caira

In quest’immagine si può vedere come Buono ed Economico abbia affrontato l’argomento dei proiettori. E’ evidente come abbiano creato contenuti per le differenti tipologie coprendo un ampio spettro di argomenti, facendo capire a Google di essere sicuramente competenti in questa nicchia e di conseguenza guadagnando trust.

Su Google ho ottenuto il numero totale dei contenuti con il comando site:buonoedeconomico.it intitle:”proiettore” (keyword al singolare) e site:buonoedeconomico.it intitle:”proiettori” (keyword al plurale), questo per quantificare tutti i contenuti riguardanti i proiettori sul sito Buono ed Economico. Alla fine dell’analisi sono emersi ben 33 contenuti che costituiscono un vero e proprio mini-sito all’interno di un portale molto più grande che affronta tematiche molto distanti tra loro. Dunque da questo già possiamo giungere ad una considerazione: il problema dei siti grandi che sono stati penalizzati da Fred non è il fatto che abbiano tanti argomenti al proprio interno, il problema è come questi vengono affrontati, cioè in modo superficiale.

Inutile dire che sul sito di Le Migliori Opinioni ci sia solamente 1 contenuto sui proiettori, creato sicuramente per intercettare le ricerche riguardanti quella nicchia ma, con un solo contenuto, non solo non siamo rilevanti per quel settore, ma comunichiamo anche di essere poco competenti in quella nicchia. Paradossalmente quell’unico contenuto sui proiettori crea molti più problemi di quanti non siano i vantaggio. Infatti un’espansione così superficiale e poco deep, fa perdere senz’altro trust al sito negli occhi di Google perché dimostriamo di sapere pochissimo su tanti argomenti, quando invece Google vorrebbe che noi sapessimo moltissimo su pochi argomenti (ma anche tantissimo su tantissimi argomenti come nel caso di Buono ed Economico).

Keywords Sui Proiettori SeoZoom

Analizzando la keyword research nel settore dei proiettori, capisco subito che per essere rilevante devono affrontare almeno le principali tipologie e, più vado in profondità, più riesco ad essere rilevante per Google e per gli utenti. Dal punto di vista della user experience, se un utente finisce su un sito che affronta solamente una problematica riguardante i proiettori, non riceve alcun beneficio se non quello riguardante il contenuto sul quale è atterrato. Al contrario, avere una struttura deep ed offrire molteplici soluzioni e tipologie all’utente, permette di risolvere molti più problemi e di avere un’offerta editoriale a 360 gradi.

Nel caso di Buono ed Economico, al fine di intercettare quasi tutte le richieste nel settore dei proiettori, loro hanno creato contenuti riguardanti sia le tipologie che i modelli, ed in entrambi i casi gli argomenti hanno contribuito a rendere tale sito pertinente, rilevante ed autorevole in tale nicchia. La stessa cosa è stata fatta anche nel settore dei cuscini, dei rasoi, delle scarpe e così via. Sicuramente affrontare così tanti settori in modo confuso e superficiale è un aspetto negativo, tuttavia facendolo con i Silo strutturati in profondità si ottengono ottimi risultati, dunque in questo caso ci troviamo di fronte ad un portale che dimostra di sapere tantissimo su tantissimi argomenti, il ché si rivela di grande valore.

Contenuti di bassa qualità

In un mondo in cui Google vorrebbe che tu fossi esperto nel settore in cui ti trovi, avere un solo contenuto su un solo argomento, denota scarsa qualità complessiva sia del sito che di quel contenuto. In tal caso possiamo ottimizzare al meglio la situazione On-Page, ad esempio creando un grosso contenuto nel quale cerchiamo di scrivere tutto lo scibile umano sui proiettori, oppure partire con l’acquisizione di backlinks da grosse fonti, ma continueremo a non avere fiducia in quel settore da parte di Google. Dunque per “contenuti di scarsa qualità” intendo una mancanza di struttura e di strategia Seo, anche perché attualmente Google non è in grado di valutare la qualità di ciò che scriviamo, o almeno lo fa su un altro piano di valutazione, cioè quello tecnico, per individuare il settore e l’argomento, ma non di certo per valutare come scriviamo.

In tal senso, creare contenuti di qualità, significa inquadrare un settore ben preciso, organizzare il piano editoriale per coprire tutte le richieste e le domande degli utenti e, successivamente, organizzare in modo coerente la struttura e l’interlinking. Rispondere alle domande degli utenti non significa per forza creare contenuti editoriali, infatti ci sono query a cui si possono dare risposte con un solo video, con qualche immagine o con un form di contatto, ecco perché possiamo anche creare una pagina da 20mila parole strutturata al meglio ma senza riuscire ancora ad intercettare il search intent dell’utente. Al contrario, se creiamo una serie di pagine in grado di rispondere alle differenti esigenze di una nicchia, sarà sicuramente molto più facile colpire il bersaglio perché stiamo proponendo differenti opportunità per la risoluzione dei problemi degli utenti.

Mi piace immaginare quest’idea utilizzando un utilissimo tool di SeoZoom che raggruppa le keywords in base alle esigenze comuni:

Grafico Keywords Alessandro Caira

In un progetto ideale, chi riesce a rispondere a tutte queste domande in modo esaustivo, tecnicamente non impiegherà molto tempo per guadagnarsi il trust di Google. Allo stesso modo chi pensa di conquistare un intero settore con qualche contenuto riguardante i modelli di televisione, rischia di perdere solo tempo e, nel lungo periodo, sicuramente perderà punti contro i competitor che invece stanno facendo un ottimo lavoro per guadagnarsi la rilevanza in quel settore.

Un errore che viene commesso molto comunemente è soffermarsi sulle keywords aventi un volume di ricerca di almeno 100 o 200 ricerche al mese, ma questo a mio avviso può trasformarsi in un vantaggio competitivo che tu puoi sfruttare. E’ vero che quelle keywords non ci porteranno milioni di visitatori ma contribuiranno al rafforzamento della nostra forza di topic in quel settore e ci permetteranno di sconfiggere la concorrenza che invece ritiene che quelle keywords siano inutili.

Non tutti i contenuti devono essere creati per il traffico o per monetizzare, molti servono per ottenere il match algoritmico di rilevanza, cioè quello stato di grazia che Google conferisce ai siti perché li ritiene competenti, completi ed autorevoli su uno o più temi. Specifico che il termine “match algoritmico di rilevanza” non esiste, l’ho appena coniato per definire la mia idea di rilevanza di topic nei confronti di Google. Per approfondire il discorso consiglio questo articolo di Search Engine Land. in particolare è questo il punto sul quale voglio soffermarmi:

If you have an online store and all your content is transactional, just one big shopping cart, you are unlikely to rank for information searches. Adding informational content broadens your website’s relevance.

Tradotto: se possiedi un negozio online e tutto il contenuto è transazionale (fatto per le keywords commerciali, n.d.r.), quindi solo un grande carrello per l’acquisto, difficilmente ti posizionerai per keywords informazionali. Aggiungere contenuti informazionali permette al tuo sito di essere più pertinente.

Anche se creiamo un progetto per la pura monetizzazione, al fine di raggiungere risultati rilevanti, è necessario risolvere i problemi degli utenti creando contenuti che targetizzino query informazionali, navigazionali e transazionali. Le query più forti a mio avviso sono quelle infromazionali e sono anche quelle che gli eCommerce o i siti d’affiliazione sfruttano di meno. Questi sono i veri contenuti di qualità, quelli che permettono di risolvere problemi concreti, gli stessi problemi per i quali gli utenti si ricorderanno del nostro sito quando si tratterà di acquistare il prossimo prodotto. Ecco un esempio di queste query:

  • Come collegare la PS4 al televisore“: sicuramente questa è una query con un basso valore commerciale e non nasconde un acquisto in forma diretta, tuttavia è importante spiegare tale procedura all’utente perché possiamo insegnargli qualcosa, mettendo il nostro brand in evidenza, e faremo capire a Google che siamo più competenti rispetto a prima sul settore dei televisori. Sviluppare molti di questi contenuti/tutorial permette al nostro sito di conquistare SERPs dove spesso i nostri competitor non ci sono ed aumenteranno la nostra rilevanza di topic negli occhi di Google.
  • Pulire schermo televisore“: un’altra query molto utile per intercettare traffico in target e per catturare visitatori o potenziali clienti con il content marketing. Sicuramente il tema della pulizia del televisore non viene affrontato da tutti i siti del settore, il ché costituisce un vero e proprio vantaggio competitivo che possiamo sfruttare. Al contrario, ogni sito sui televisori che si rispetti affronta il tema dei televisori Samsung, dunque, almeno nelle fasi iniziali della vita del tuo sito, è una strategia vincente puntare prima al raggiungimento di obiettivi più facili e sicuri, per poi creare una strategia di lungo termine per keywords molto più competitive.

Molti possono pensare che un eccesso di contenuti transazionali non possa causare problemi ma ritengo che questo invece sia possibile. Google ha depositato diversi brevetti nei quali sottolinea la capacità del motore di ricerca di catalogare pagine e contenuti in base alle finalità, dunque se trova i prezzi o altri elementi solitamente attribuibili agli eCommerce considera la pagina transazionale, se non li trova sarà o informazionale o navigazionale in base ai singoli casi. Vien da sè che, nel caso di query nelle quali gli utenti cercano una soluzione immediata ai loro problemi, avere delle pagine dedicate alle soluzioni di questi stessi problemi è un grandissimo vantaggio, oltre a riuscire a far capire al motore di ricerca che stiamo davvero aiutando gli utenti e non siamo l’ennesimo eCommerce o sito affiliato concentrato solo sui guadagni. Per come la vedo io e dai test che conduco è molto importante avere un mix di tipologie di contenuti, sia per colpire maggiori bersagli che per avere un piano editoriale equilibrato.

Con tutto questo non dico che la risposta alle penalizzazioni portate da Fred sia solo un problema di topic, tuttavia nei vari siti web che ho avuto modo di monitorare ed osservare, ho capito che una buona parte di questi siti si stava espandendo in modo sbagliato e superficiale, giusto per invadere altre SERPs con la propria forza derivante dalla link popularity. Questo ovviamente è stato visto come vero e proprio spam, perché siti di finanza o di benessere stavano cominciando a spostare il proprio focus verso altri settori nei quali erano ovviamente poco competenti. E’ una conseguenza logica pensare anche che un sito di finanza riceva backlinks da altri siti di finanza, perciò dovrà ricevere nuovi backlinks da siti di benessere se desidera essere autorevole anche in questo nuovo settore e, se questo non si verifica, il sito non potrà risultare rilevante nella nuova nicchia. Ovviamente quest’ultimo è un esempio estremo e rappresenta un ottimo modo per finire nel mirino di Google e per perdere autorevolezza anche nel settore primario, cioè in questo caso in quello finanziario.

Struttura del sito

Una volta che i contenuti del nostro sito sono andati online, è necessario organizzarli in modo appropriato sia per favorire la navigazione da parte degli utenti, sia per aiutare Google nel percorso di scansione ed in quello di attribuzione del valore delle differenti pagine. Il tipo di struttura che utilizzo nei miei progetti è quella definita a Silo, cioè a compartimenti stagni. Questo significa che sul mio sito creo differenti contenitori ben distinti tra loro che non si interlinkano in modo casuale, ma solo al proprio interno. Per riprendere l’esempio di Buono ed Economico, la struttura a Silo è eccellente, infatti tutte le pagine dedicate ai proiettori linkano a loro volta solamente altre pagine di proiettori, nessuna di essere linka i cuscini oppure i rasoi per la barba.

Struttura a Silo nella Seo Alessandro Caira

Il principio è abbastanza semplice: su una pagina che parla di Cuscini dobbiamo linkare solamente altre pagine che parlano di cuscini. Più pagine pertinenti allo stesso argomento riusciamo a creare e ad interlinkare, e più sarà autorevole la nostra pagina ed il nostro sito per quel determinato argomento. Perché è così importante per Google questa struttura? E’ importantissima perché lo è in primo luogo per gli utenti, infatti, una volta che l’utente si trova nel nostro sito, oltre a poter navigare più facilmente, riesce ad approfondire le varie tematiche riguardanti solo quel determinato argomento. Ma questo è abbastanza logico perché, per un sito multitematico, è impensabile linkare la pagina riguardante le scope elettriche dalla pagina dei rasoi, siamo al limite dello spam perché i due argomenti non hanno alcuna pertinenza sia per gli utenti che per Google.

I link interni ai contenuti correlati possono trovarsi nel testo o nella sidebar, anche se bisogna sempre preferire quelli nel testo se il silo (cioè il singolo compartimento stagno) non è così grande come nell’esempio di Buono ed Economico. Infatti se il silo comincia a superare i 15 contenuti correlati, è meglio metterli nella sidebar per non rendere il testo molto difficile da leggere per la presenza massiccia di links.

Un esempio di struttura a silo lo si può osservare anche sul sito di Aranzulla, ecco uno screen della sezione Sidebar:

Esempio Silo di Aranzulla.it di Alessandro Caira

Questi sono gli approfondimenti nel contenuto “App per collage foto”. In questo modo Aranzulla cerca di fornire agli utenti solo ciò che è strettamente correlato al contenuto che stanno già leggendo. Oltre a questo facilita di molto il lavoro di Google durante la scansione e soprattutto distribuisce la link juice in modo specifico ed oculato. Sul suo portale, Aranzulla ha moltissimi articoli sulle più disparate App, ma quì il livello di pertinenza non può soffermarsi solo sulle App, infatti deve scendere più in profondità con una corrispondenza migliore. Ad esempio, lui avrebbe potuto linkare anche le App dedicate alla musica ma in questo caso non sarebbe stata una mossa vincente perché, chi legge un articolo per le App sul collage delle foto, troverà molto più utile un tutorial su “Come affiancare due foto con Mac”, che alla fine è più o meno la stessa cosa ma fatta con un dispositivo differente.

Da questo esempio si può capire quanto sia importante distinguere ed interlinakare i vari contenuti sulla base di ciò che esprimono davvero, non sulla mera corrispondenza tra keywords. Per questa ragione è un processo manuale che va studiato nei minimi particolari e può far la differenza tra un portale di successo ed un sito amatoriale.

Distribuzione della link juice

Funzionamento della Link Juice

Immagine tratta dall’articolo sulla link juice di Woorank

Nell’esempio precedente notiamo come i correlati sul sito di Aranzulla siano soltanto 5 quando avrebbe potuto inserirne addirittura 10 o 15 per “dare all’utente un’offerta maggiore di contenuti”. Ma Aranzulla sa bene che ogni link in più per ogni pagina ne modifica il valore e sa anche che la pagina dedicata alle “App per i collage” non è così tanto forte da riuscire a distribuire tanto valore alle altre pagine interne, quindi rimane molto pertinente nel topic e diminuisce all’osso i link interni, il tutto per non disperdere troppa link juice. Ma cos’è la link juice?

La link juice è la forza che le nostre pagine ricevono dai backlinks esterni ed è la stessa forza che possiamo dare noi linkando le risorse esterne al nostro sito. Questo significa che se un sito web ci dona un backlink, c’è un certo flusso di “forza” che viene trasferito al nostro sito. Questo flusso può essere più o meno forte e la sua forza dipende molto dalla qualità del backlink, cioè se arriva da una fonte che a sua volta riceve un importante flusso o meno di link juice.

Per questa ragione possiamo ricevere tutti i backlinks che vogliamo ma, se tutta quella juice viene gestita male dal nostro sito, rischiamo di non sfruttare tutta la forza che riceviamo, ad esempio con percorsi di scansione sbagliati oppure con un’interlinking casuale. Vedo ogni giorno esempi di siti che pensano di aver bisogno di più backlinks per posizionarsi, quando invece basterebbero alcuni contenuti strategici ed un’adeguata interlinking per la gestione della link juice, per posizionarsi senza ulteriori backlinks. Se la strategia Seo non è stata studiata attentamente e se la struttura non è stata ottimizzata con i percorsi di distribuzione di link juice, non ci saranno backlinks che ci potranno salvare. Certo, in settori poco competitivi gli errori non sono così tanto limitanti, anche perché spesso si creano siti web molto piccoli che distribuiscono la link juice in modo random e questo va bene, tuttavia per progetti seri ed in SERPs dove ci sono molti competitor forti, queste tecniche sono alla base di ogni progetto e se non vengono sviluppate danno luogo ad una grande limitazione.

Più link interni riceve una pagina e più è importante

Parlando di link juice, bisogna canalizzare in modo intelligente i link interni verso le pagine che vogliamo posizionare per le keywords più competitive, infatti solitamente queste sono le pagine di categoria perché sono più generiche e risultano spesso più difficili da posizionare, quindi hanno bisogno di tutta la forza possibile per raggiungere l’obiettivo. Solitamente queste pagine sono presenti nel menù di ogni sito, cioè la zona che fondamentalmente ha 3 scopi principali:

User experience: presentando le categorie principali con le eventuali sottocategorie, gli utenti possono navigare facilmente nel sito, raggiungendo con un click anche le sezioni più deep, in tal caso la struttura del menu dipende molto dalla quantità dei contenuti e come sono stati organizzati.

Crawlability: un menu strtutturato in modo strategico permette a Google di raggiungere qualsiasi pagina partendo dalla scansione delle pagine nel menu. Se il tutto è stato organizzato e pianificato in modo vincente non servirà nemmeno l’invio della sitemap, infatti il crawler di Google raggiungerà anche le sezioni più profonde del sito da solo, seguendo l’interlinking.

Boost dei link interni: i link che inseriamo nel menu principale si ripeteranno per tutte le pagine del sito, quindi quelle pagine di destinazione riceveranno la massima attenzione sia del crawler di Google sia della nostra link juice. Bisogna stare molto attenti se il nostro sito è multitematico perché non possiamo avere 100 voci nel menu che parlano di differenti argomenti, nemmeno con la soluzione drop down (a cascata). Il problema in questo caso è la differente tematica di ogni sezione, per intenderci un contenuto sugli aspirapolvere non può linkare la sezione dei televisori, non ha alcun senso farlo nè per l’utente nè per Google per via dei topic troppo distanti ed assolutamente senza legame.

La posizione conta

Posizionare un link interno nel menu principale è il segnale più forte che possiamo dare a Google per una determinata pagina o una serie di pagine. Allo stesso modo, inserire i link interni nella sidebar e nel footer significa dare una forza sicuramente inferiore, infatti la sidebar nel codice HTML si trova alla fine del contenuto vero e proprio, lo stesso vale per il footer. Molto spesso non è possibile inserire decine di link nel content, quindi bisognerà inserirli nella sidebar, anche se riceveranno decisamente meno forza. In questo caso il consiglio è quello di inserire i link più importanti all’interno del testo del contenuto e di posizionare invece nella sidebar tutti gli altri, quelli meno importanti ma sempre contestuali.

La morale della favola

E’ possibile espandere il proprio sito anche a dismisura, ma il problema è che bisogna farlo in modo capillare, dunque come se il portale grande integrasse tanti siti piccoli di nicchia su un argomento ristretto. Infatti, solo individuando tutte le intenzioni di ricerca degli utenti e fornendo le risposte in modo preciso, si riesce a piacere agli utenti e di conseguenza a Google. Il motore di ricerca non ha bisogno dell’ennesimo sito web con 10 pagine sulle marche dei televisori, quindi hai bisogno di trovare il tuo vantaggio competitivo, hai bisogno di una strategia che non tutti i siti stanno sfruttando.

Ho impiegato circa 7 ore e 39 differenti revisioni per creare questo contenuto, il chè non mi è pesato per niente perché parlerei per giorni interi di Seo, però mi farebbe piacere un tuo commento per capire se condividi o meno ciò di cui ho parlato oggi. Ricevere un feedback è il miglior modo per capire se hai trovato utile questo mio articolo, confrontiamoci! …e rendiamo il mondo della Seo più accessibile a tutti.

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7 Commenti

  1. Roberto 9 ottobre 2017
  2. Luca 10 ottobre 2017
    • Alessandro Alessandro 10 ottobre 2017
  3. Adrian 13 ottobre 2017
    • Alessandro Alessandro 13 ottobre 2017
  4. marco 14 ottobre 2017
    • Alessandro Alessandro 14 ottobre 2017

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